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23 dicembre 2003
 
Manuale pratico dell'artigiano edile

Capitolo V - Non capire un tubo


Caro giovane aspirante artigiano edile,
càpitano giorni in cui, per ragioni misteriose, tutti si ritrovano contemporaneamente nello stesso cantiere. Di solito avviene in una giornata di pioggia, quando non si può fare qualcos'altro all'aperto e nessuno vuole perdere la giornata di lavoro. Normalmente ci si trova a sgomitare nell'ambiente più angusto e buio tra i possibili, quello in cui vengono relegate centraline e collettori di impianto elettrico, riscaldamento, allarme, climatizzazione, gas, telefono...
Lo spettacolo è apocalittico. Fasci spaventosi di tubi colorati che s'intersecano, s'accavallano, s'inerpicano sui muri o affondano nelle viscere della casa. Tra la polvere e le sciabolate di luce dei faretti s'intravede una massa informe di idraulici, elettricisti, caldaisti e falegnami che s'intralciano, discutono sulle priorità, si contendono una scala o la presa di corrente, pestano la tubazione altrui, reclamando tutti nel frattempo la famigerata assistenza muraria: "Mi serve un fóro!", "Fissami i tubi!", "Mura il telaio!, "Allarga la traccia!" (la traccia non è mai larga abbastanza).
Forse è proprio il ruolo ubiquitario che in queste circostanze dona autorevolezza al muratore e lo pone come punto di riferimento nel caos. L'artigiano edile approfitti di questo temporaneo carisma per risolvere a suo favore la situazione seguendo il proprio istinto, il proprio interesse, l'umore del momento.

Paciere - Ascolta pazientemente le lamentele che, in separata sede, ti rivolgono gli energumeni presenti. Dài ragione a tutti e tutti invita alla sopportazione in nome del bene comune. Distribuisci pacche sulle spalle e sorrisi di compatimento per quelli là.

Sdrammatizzante - Brandisci la scopa e minaccia lo sgombero del cantiere al terzo squillo di tromba.

Buffone - Sovrasta il rumoreggiamento cantando a squarciagola come Figaro: tutti mi cercano, tutti mi vogliono... sono il factotum della cittàààà!!

Contropiede - Esplodi in un'ira funesta improvvisa, scaglia lontano gli arnesi e scompari nella pioggia sibilando bestemmie terrificanti. Di solito verranno a cercarti, pieni di sensi di colpa e ammansiti. In ogni caso, appena uscito, cercati un riparo.

Sobillatore - Dài ragione a tutti e sottolinea con ognuno l'incompetenza, l'arroganza, l'insopportabile egoismo delle altre maestranze. Prospetta la possibilità di un complotto, alludi a maldicenze in circolazione, insinua la possibilità di un sabotaggio, nutri la tensione con favoritismi ingiustificati fino allo scoppio del litigio e/o del tafferuglio. Simula stupore e dolore mentre i furgoni sgommano via sdegnati, poi goditi la pace del cantiere deserto e il ticchettìo della pioggia.

Puntate precedenti: Capitolo I, Glossario, Capitolo II, Capitolo III , Capitolo IV



11 dicembre 2003

 
bullet.gifLa dura vita del groupie

Oggi a Grosseto c'era la sfida di velocità tra gli Eurofighter e la Ferrari di Schumacher. Se martedì scorso non avessi partecipato ad un incontro con Alex Zanotelli a Sovigliana di Vinci (FI), non l'avrei saputo. Non avrei saputo, soprattutto, cosa caspita è un Eurofighter (un videogioco? un campionato di wrestling continentale? una valuta molto aggressiva?). In questa ignoranza non ci sarebbe niente di strano: m'informo come posso e tante notizie mi sfuggono. La cosa strana è che, su 3-400 persone presenti all'incontro di Sovigliana, nessuno avesse un'idea precisa a proposito del simpatico cacciabombardiere.
Non poteva esserci prova migliore per avvalorare le affermazioni fatte da Zanotelli riguardanti il rapporto tra armi, mass-media e democrazia. Le armi che inghiottono risorse colossali, restituiscono guadagni di uguale portata e garantiscono il mantenimento dello status quo mondiale. I mass-media che alzano la cortina fumogena delle inutilerie per nascondere agli occhi delle masse lobotomizzate la realtà delle cose.
E allora tutto diventa più chiaro. Si spiega perché un governo di centro-sinistra, in un Paese che nella sua Costituzione "ripudia la guerra", abbia finanziato il progetto di un aereo che sembra fatto apposta per le guerra preventiva. Si spiega perché un partito come la Margherita sia stato determinante per affossare la legge 185 sul commercio delle armi. Sono chiare le mire di chi vuole monopolizzare l'informazione, di chi gonfia all'inverosimile la polemica sull'ultima sparata di Bossi e tace ostinatamente sulla guerra in Congo (due, tre, quattro milioni di morti?), sul riarmo dell'Italia, sulla costruzione scientifica di un Nuovo Grande Nemico (l'Islam) che sostituisca finalmente il defunto Comunismo e giustifichi le scelte più scellerate.

Cosa rimarrà della democrazia se, con tutti i mezzi che ho a disposizione, le notizie importanti me le dà un prete in sandali che non sa scrivere neanche un e-mail?




10 dicembre 2003

 
Secondo me questa storia sarà un miserabile fallimento.



05 dicembre 2003

 
Impossibile non appuntarsi l'arkangelico post di oggi.
La saga dei muratori fracassoni continua...



25 novembre 2003

 
... ma non posso mica mollarlo qui, questo Summit, con una battuta e un rimando pigro. Lo stile blog impone la masterizzazione della minuteria, la massimalizzazione del minimalismo, la miniaturizzazione dei macroeventi. Ricominciamo da capo...

Albeggia. La luce sfilaccia le brume e i singulti fumosi del JTD intirizzito. Ancona ci aspetta, punto metamorfico transappenninico bagnato dal Mediterraneo destro (vista frontale).
Ingrano la prima e sgrano chilometri tra granturchi tusci e visioni di Granieri benedicenti.
Stef mi attende al parco bancone di un bar. Il secondo caffè della giornata lascia un sapore d'eccitazione speranzosa (ricordarsi: sollecitare ispezione dei NAS in loco).
La straducola serpeggia tra colline sabbiose, si raddrizza, s'allarga in S.G.C. LI-PI-FI, poi in Autostrada del Sol levante.
Il motore canta, Stef parla, i TIR disturbano traiettorie e fili logici (ricordarsi: trasporto su gomma da cancellare).

Banchi di nebbia bivaccano in groppa all'Appennino.

Bologna si sbobina sulla tangenziale.

Tracce di Marche nella foschia.

Ancona Nord. Digito il terzo SMS della mia vita per tranquillizzare il premuroso Luca: arriviamo!

Città.

La Fiera e il relativo parcheggio occupano circa il 97% dell'orizzonte disponibile. Noi li manchiamo clamorosamente e rischiamo l'imbarco sul traghetto per Patrasso.

Dietro front. Parking. Outing. Stretching. Brain storming.

Mentre cerco il numero di Luca memorizzato coscienziosamente (in realtà sto chiamando il mio veterinario), il Supremo Segretario WWF Marche si palesa sorridente.

A questo punto ci starebbero bene alcune profonde considerazioni sugli incontri tra persone che fino a quel momento si sono contattate solo telematicamente e sull'immagine mentale dell'interlocutore in Rete che ognuno si forma. Proprio così: ci starebbero bene.

C'imbuchiamo nella Fiera ECO&EQUO e ci aggiriamo curiosi. Abbondano gli stand dei Parchi e quelli dei prodotti alimentari del commercio equo. In campo edile, pannelli solari/fotovoltaici e gli onnipresenti intonaci colorati al cocciopesto-traspiranti-calci naturali (attacco di nausea).
Raccolgo religiosamente i pieghevoli nella cartellina che Luca ha preparato per il Summit. Li perderò tutti.
Pranzo al risto-pizzeria Il Lazzaretto, locale dal nome minaccioso ma con una bellissima vista sulla città vecchia e sul porto. Decido che Ancona mi sta simpatica. Qui ci raggiungono Marica e Vandana Shiva. La più indiana delle due siede al tavolo accanto e sorride, sorride, sorride. È arrivata in ritardo e la conferenza prevista in mattinata sarà spostata al pomeriggio, scalzando il Blog Summit dalla collocazione prevista.

In Fiera incontriamo Alessandro e Simone, poi c'accovacciamo sulle gradinate della conferenza Scambi insostenibili.
Vandana Shiva, Modesto Campos, Gianni Fabbris e gli altri ci riportano a una realtà che percepiamo sempre meno: l'Umanità è ancora composta soprattutto di contadini, da popoli che stanno perdendo la sovranità alimentare (esattamente come noi, ma con esiti micidiali e immediati). Il fallimento del WTO a Cancun può segnare un'inversione di tendenza.

Terminata la conferenza, finalmente il Blog Summit. Lascio la cronaca dettagliata a Luca.

Saluti, arrivederci, gadget offerti dall'impeccabile Luca, poi di nuovo l'autostrada. Nebbia nella notte fino a Bologna.
Azzardo la proposta di allungare fino alla festa modenese. Bocciata.
Alla prossima.




23 novembre 2003

 
Immaginate di trovarvi con una pinta di Coca-Cola in mano e all'improvviso vi rendete conto che al tavolo di fronte c'è Vandana Shiva. Questo è stato l'unico momento imbarazzante dell'Earth Blog Summit.
Cronaca e immagini sul blog del contadino e, prossimamente, su Pandemia.



20 novembre 2003

 
Allora... salvo imprevisti catastrofici, sabato si parte per Ancona.
Arrivo a Eco & Equo in tarda mattinata, gironzolamento, poi l'Earth Blog Summit .
Vediamo cosa salta fuori.
C'è un posto in macchina estensibile a due. Se a qualcuno interessa una partenza dalla zona di Pisa, si faccia avanti entro venerdì sera con un e-mail.

Sulla via del ritorno, soddisfatti per aver salvato il pianeta, rivolgeremo un pensiero affettuoso ai gozzovigliatori che sabato sera convergeranno a Modena per la festa blog.



11 novembre 2003

 
Ancona - sabato 22 novembre presso la fiera Eco & Equo

Earth Blog Summit
i blog per l'ambiente


earth summit.gif


Programma e informazioni su Pandemia




10 novembre 2003

 
 C'è voluto un evento spettacolare, il crollo a Genova, per attirare l'attenzione dei media sull'edilizia. Un evento spettacolare che ha provocato una sola vittima per puro caso: c'erano decine di lavoratori dentro e intorno le strutture del Museo del Mare che si sono sbriciolate per cause ancora ignote.
In altre circostanze la morte di Albert Kolgjegja, trentenne albanese, avrebbe occuppato poche righe della cronaca locale di un quotidiano; uno dei 10-20 edili morti ogni mese.

Molti degli operai coinvolti nel crollo erano immigrati, molti lavoravano al nero. Un cantiere del Nord, appaltato da un'amministrazione pubblica: questo ci dà l'idea della situazione d'illegalità diffusa, disagio e pericolo che affligge il settore nel nostro Paese.
Gli immigrati sono le prime vittime del sistema di subappalti selvaggi. Il margine di guadagno cala ad ogni passaggio di mano e alla fine è solo la disponibilità di manodopera irregolare, sottopagata e ricattabile a rendere possibile l'ultimazione delle opere.

In queste condizioni la sicurezza sul lavoro diventa un'utopia.




08 novembre 2003

 
Cose che sento dire in giro

Ha detto che domani piove (la mancanza del soggetto indica che la previsione ha origini televisive)
Quando l'apparecchio sta in by... (l'apparecchio è in standby)
S'è rotto il bolide (boiler)

Cose che non sento dire più

Ci si vede a una cert'ora...



02 novembre 2003

 
foco.JPG

Vista frontale di domenica autunnale




29 ottobre 2003

 
Quando non sai proprio cosa scrivere, cosa c'è di meglio delle segnalazioni?

Giuseppe Granieri, dopo l'aggregatore, ha lanciato un altro aggeggio utilissimo: nel Blog Review of Books sarà possibile leggere recensioni di libri scritte dai blogger. Buona lettura.

Architectura è il weblog per gli studenti di architettura della Sapienza di Roma. Mi sembra molto interessante, agile e mi ha subito conquistato per le immagini ispirate a Le città invisibili di Calvino.



26 ottobre 2003

 
Qualche giorno fa è uscito Korogocho, il libro in cui Alex Zanotelli racconta l'esperienza dei dodici anni in una baraccopoli africana che hanno cambiato per sempre la sua visione del mondo e della religione.

A Korogocho, leggendo la Bibbia con i poveri, ho capito che Dio è di parte. Dio non è neutrale, è profondamente schierato. Dio è il Dio degli schiavi, degli oppressi (dal libro)




24 ottobre 2003

 
Firme per il firmamento

Sabato 25 ottobre, giornata contro l'inquinamento luminoso (via Pandemia).
Sarà presentata una proposta di legge per l'abbattimento dell'illuminazione notturna dispersa e per il risparmio energetico.
Non si tratta soltanto di riveder le stelle. Le conseguenze sui ritmi, gli spostamenti, la mortalità sulle strade degli animali notturni sono ancora tutte da studiare.

Nelle Alpi Apuane c'è un posto dove si possono ancora apprezzare buio e silenzio. Ci si arriva solo a piedi; se vuoi scaldarti devi spaccare legna, se vuoi da mangiare te lo devi portare a spalla. Ci ho passato le più belle settimane Natale-Capodanno che ricordi.
Mauro, che ha sistemato due casolari di un vecchio alpeggio e ospita chi vuole trascorrere qualche giorno da eremita, mi raccontava che per qualcuno proveniente dalla grande città i primi giorni sono difficili: buio assoluto e silenzio sono quasi terrorizzanti. Ma poi fanno presto ad abituarsi.



21 ottobre 2003

 
Le biciclette permettono di spostarsi più velocemente senza assorbire quantità significative di spazio, energia o tempo scarseggianti. Si può impiegare meno tempo a chilometro e tuttavia percorrere più chilometri ogni anno. Si possono godere i vantaggi delle conquiste tecnologiche senza porre indebite ipoteche sopra gli orari, l'energia e lo spazio altrui. Si diventa padroni dei propri movimenti senza impedire quelli dei propri simili. Si tratta d'uno strumento che crea soltanto domande che è in grado di soddisfare. Ogni incremento di velocità dei veicoli a motore determina nuove esigenze di spazio e di tempo: l'uso della bicicletta ha invece in sé i propri limiti. Essa permette alla gente di creare un nuovo rapporto tra il proprio spazio e il proprio tempo, tra il proprio territorio e le pulsazioni del proprio essere, senza distruggere l'equilibrio ereditario. I vantaggi del traffico moderno autoalimentato sono evidenti, e tuttavia vengono ignorati. Che il traffico migliore sia quello più veloce lo si afferma, ma non lo si è mai dimostrato. Prima di chiedere alla gente di pagare, i fautori dell'accelerazione dovrebbero cercare di esibire le prove a sostegno di quanto pretendono

da Energia ed equità di Ivan Illich (1973)

(tanto per dare una motivazione ideologica alla tardiva passione per la mountain-bike)




15 ottobre 2003

 
Biocosa?!? (6)

pannelli di sughero e grondaIl caldo eccezionale dell'ultima estate e il recente crollo della rete elettrica italiana dovrebbero riportare l'attenzione sull'insostenibilità delle tecniche costruttive contemporanee. Gli edifici si stanno trasformando sempre più in macchine dipendenti da apparati attivi di riscaldamento, condizionamento, illuminazione, difesa; apparati che divengono indispensabili per la vivibilità degli ambienti e richiedono approvigionamenti forti e continui di energia. Facciamo un esempio? Si stanno diffondendo pericolosamente i bagni senza finestre. Cosa dire di questi ambienti che devono per forza essere illuminati e ventilati in modo artificiale?

L'industrializzazione dell'edilizia che privilegia la velocità di posa in opera e la standardizzazione aggrava questa tendenza, laddove materiali e tecnologie rispondono più ad esigenze produttive che a criteri di qualità, risparmio nel tempo, durata. Sarà perciò indispensabile rivalutare tutti quegli accorgimenti che favoriscono una difesa passiva dell'abitazione nei confronti degli eventi ambientali sfavorevoli e non richiedono apporti d'energia dall'esterno. Tra questi, uno dei più importanti è l'isolamento termico del tetto


listello del colmoL'ampia superficie e il contatto diretto con gli agenti atmosferici fanno del tetto un elemento cruciale per il benessere dell'uomo e l'economicità della casa. Il primo requisito, naturalmente, è l'impermeabilità alla pioggia. Le differenze climatiche e la reperibilità dei materiali portarono in passato a sviluppare diversi tipi di copertura, dalle lose in pietra alle scandole in legno, dalle tegole in terracotta alla paglia pressata. Caratteristica comune di questi tetti è la capacità di permettere la traspirazione della casa, il ricambio d'aria che regola umidità e temperatura degli ambienti abitati.

La tendenza odierna è quella di uniformare le coperture con l'uso di sistemi chiusi, nei quali gli incastri tra gli elementi assicurano l'impermeabilità a scapito della ventilazione. Negli ultimi decenni poi si è generalizzato l'uso di guaine bituminose e isolanti sintetici (polistirene soprattutto) che, posate sotto il manto di copertura, impediscono del tutto lo scambio d'aria con l'esterno provocando la formazione di condense e ristagno termico.
Per fortuna si sta diffondfendo sempre più l'uso del sughero, un materiale d'origine naturale che è sicuramente innocuo, duraturo, traspirante e rinnovabile.


rete parapasseri e coperturaLa ventilazione del tetto porta numerosi vantaggi: elimina l'accumulo d'umidità d'inverno, disperde calore in estate, previene la formazione di muffe e condense. Costruire un tetto ventilato secondo i dettami classici della bioarchitettuta comporta un investimento notevole di manodopera: posa di tavolati, carta oleata impermeabile, strutture di contenimento per il sughero in granuli ecc. Come al solito, ho cercato una soluzione valida ma praticabile nella maggior parte dei casi.

La L.I.S. produce pannelli di sughero esenti da collanti (dicono loro), assemblabili perfettamente tra loro mediante maschiature (da incollare, questa volta) e dotati di scanalature che permettono il passaggio dell'aria sotto il manto di copertura.
Gli incastri tra i pannelli neutralizzano eventuali perdite d'acqua dalle tegole (il sughero è impermeabile) e rendono inutile la posa di una guaina bitumisosa. Lo spessore del materiale può essere aumentato con uno strato inferiore di pannelli lisci per aumentare il potere isolante. Per una corretta ventilazione è indispensabile permettere la circolazione dell'aria sotto la copertuta (effetto "camino"). A questo scopo le tegole di gronda poggiano su mattoni forati, quelle del colmo non sono murate, ma avvitate sopra un listello di legno. In entrambi i casi una rete impedisce l'accesso agli uccelli (sorry, pennuti).

Puntate precedenti: (1) (2) (3) (4) (5)




14 ottobre 2003

 
L'anno scorso scrissi a quelli di Autocostruzione.org per avere informazioni sulle cooperative di proprietari che edificano da soli le loro abitazioni. Non ho mai ricevuto risposte; sicuramente ci sarà stato qualche disguido, comunque le tecniche e i materiali illustrati nel sito non mi entusiasmavano e lasciai perdere.
La settimana scorsa ascoltai qualcosa su Caterpillar riguardante un progetto simile. In più, si parlava di risparmio energetico e di utilizzo massiccio dell'energia solare per soddisfare le necessità di acqua calda e corrente condominiali.
Ho scritto alla redazione di Caterpillar per avere informazioni più complete e in brevissimo tempo ho ricevuto la risposta.

La casa ecologica sorgerà a Preganziol (Treviso), ad opera della cooperativa Coipes e in collaborazione con Lega Ambiente. La realizzazione fa parte di un progetto più vasto e riguarda abitazioni multifamiliari in diverse regioni del centro-nord Italia. La novità sta proprio nell'applicazione di criteri e dispositivi bioedili a complessi residenziali "popolari". Nell'immaginario collettivo la bioarchitettura è generalmente associata a costruzioni monofamiliari, di lusso, in aperta campagna.
Il materiale da esaminare nel sito è parecchio. Appena avrò un'idea più chiara del progetto cercherò di mettermi in contatto con la Rete delle Cooperative per studiare la possibilità di estendere l'esperienza alla Toscana e in particolare alle comunità d'immigrati che, come quella senegalese, hanno la coesione e lo spirito di solidarietà necessari per lavorare insieme.

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05 ottobre 2003

 
Nessuno dei due parla. E' un silenzio eterosessuale. Due specie diverse che non hanno niente in comune se non qualche ancestrale consuetudine che stabilisce che debbano stare insieme. Due specie diverse che non hanno nient'altro in comune se non il motivo per il quale sono venuti al mondo. Una presa di corrente e una spina che si debbono unire perché si faccia luce. Ma noi adesso viviamo in un'era cordless.

da 101 Reykjavík di Hallgrímur Helgason



30 settembre 2003

 
Ent Nazionale Energia Elettrica

Sappiamo tutti che il blackout di domenica scorsa non è stato causato dall'abete svizzero che ha danneggiato la prima linea elettrica, eppure non posso fare a meno di ripensare a uno degli episodi più spettacolari del Signore degli anelli: i pastori d'alberi, gli
Ent
, si svegliano da un'apatia secolare e distruggono gli orchetti colpevoli di aver abbattuto le antiche foreste.
Ci vuole una bella fantasia per collegare questi due eventi, la stessa immaginazione che ha portato tanti nostri uomini politici a reclamare la costruzione di nuove centrali elettriche, magari nucleari.
L'opposizione si è limitata a chiedere la razionalizzazione della rete elettrica, persino i Verdi (per quanto ho potuto sentire) non hanno avuto il coraggio di prospettare l'unica soluzione possibile: consumare meno, ripensare alle radici il nostro modello di vita e di produzione.



28 settembre 2003

 
Aggiunte

Queste immagini, tratte rispettivamente da un negativo a colori e da una diapositiva, segnano l'ingresso di uno scanner nel parco-macchine del giornale di cantiere.
Gli scatti della vecchia Nikkormat entrano nell'era digitale.


scorcio.JPG    avignone.JPG

Aggiunte, rifacimenti e ripensamenti in un monastero toscano riconvertito ad abitazione rurale e in un edificio di Avignone (forse era il Palazzo dei Papi, non ricordo)



25 settembre 2003

 
Quando si parla di sporco di cantiere, da queste parti si drizzano le orecchie.



21 settembre 2003

 
Considererei offensivo per la capacità intellettiva dei lettori dilungarmi sopra un qualunque aspetto del condono edilizio progettato dal governo.
Mi limito perciò a segnalare la petizione popolare promossa dalla LIPU in questi giorni contro il provvedimento (via Pandemia).

 

Settimana densa di appuntamenti.

Sabato 13 la decima Marcia per la Giustizia Agliana-Quarrata (PT), con la partecipazione di Gherardo Colombo, Giancarlo Caselli, Beppe Grillo, Gianni Minà, Alex Zanotelli, Gino Strada. L'anno passato le migliaia di persone che sfilavano lungo il percorso cominciavano a mobilitarsi contro un possibile intervento degli USA contro l'Irak, quest'anno la Marcia è stata l'occasione per ricomporre un movimento che, apparentemente sfaldato dopo la fine(?) della guerra, deve tornare a farsi sentire e vedere. La marcia si inserisce nella giornata di protesta contro il WTO di Cancun.
Gino Strada annuncia la creazione in Sicilia di un centro accoglienza di Emergency per gli immigrati, Zanotelli sollecita la trasformazione della società civile in soggetto politico.

Martedì 16 a Caprona (PI), l'incontro tra il vescovo di Pisa Alessandro Plotti e Alex Zanotelli. I due si sono confrontati sui grandi temi dell'attualità mondiale di fronte a un pubblico numeroso che s'accalcava dentro e fuori la piccola pieve romanica del paese. Dialogo di altissimo livello, convergenze oltre le aspettative sul percorso da compiere per la costruzione di una società giusta e vicina alle esigenze dei poveri del pianeta. Non sono mancate critiche e autocritiche sul ruolo della Chiesa: vescovo e missionario si sono trovati d'accordo sulla necessità di prestare maggiore attenzione che in passato alla moralità in economia e politica piuttosto che nella sfera sessuale.

Zanotelli ha ricordato ancora una volta la tragedia dell'Africa, il continente che in questo momento sta pagando il prezzo più alto in temini di guerra (quattro milioni di morti in Congo), malattie (28 milioni di malati di AIDS), povertà. Il fallimento del vertice di Cancun dischiude prospettive insperate solo pochi giorni fa: il gigante ha veramente i piedi d'argilla?

Sabato 20 a Vicopisano (PI) l'incontro con Francesco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. L'ex allievo di Don Milani parla della sua esperienza all'interno di una piccola comunità di famiglie che vivono a stretto contatto tra loro sperimentano nuove forme di acquisto, di vita sociale, di solidarietà e accoglienza.

L'intento di Gesualdi è essenzialmente pratico: ognuno di noi, in veste di consumatore, può influire con le sue scelte sull'indirizzo delle multinazionali che dominano il mercato mondiale e agire direttamente contro i comportamenti più vergognosi. Il cosiddetto "consumo critico", il boicottaggio, le manifestazioni mirate, spaventano i potentati economici molto più di quello che si potrebbe immaginare. Naturalmente si tratta di azioni d'efficacia limitata, mirate a sanare situazioni particolarmente difficili . In prospettiva non possiamo offrire una possibilità di miglioramento di vita a chi non ha il necessario se noi non accettiamo di rivedere drasticamente il nostro consumo di risorse. [...] La parola sobrietà ci mette paura, perché si affacciano i fantasmi delle privazioni, ma dobbiamo liberarci di questi timori e capire che se abbiamo la capacità di introdurre una serie di rivoluzioni culturali, avremo la possibilità di vivere bene nonostante consumiamo di meno(da un intervento di F. Gesualdi).




18 settembre 2003

 
Mappa del Web

Voi siete qui *





15 settembre 2003

 
valnontey.JPGPresagi

La montagna rimane il luogo d'evasione per eccellenza. Anche nella convulsa parentesi ferragostana ci vuole poco per ritrovare silenzio e solitudine: evitare i centri abitati più famosi, i rifugi più frequentati (di solito ce n'è uno per valle, inspiegabilmente), allontanarsi dall'ultimo parcheggio. La maggior parte dei compatrioti in trasferta si sente al sicuro solo se rimane nel raggio di venti metri dall'automobile e solo i più temerari osano spingersi fino al vicino torrente o s'inoltrano nel bosco per un'avventurosa pisciatina silvestre.
Il Parco del Gran Paradiso, in più, offre la possibilità di incontrare facilmente animali confidenti o semplicemente disinteressati alla presenza dell'uomo. Chi ha camminato in mezzo a un branco di stambecchi al pascolo o ha visto sfrecciare sui pendii l'ombra di un'aquila sa di cosa parlo.

C'erano tutte le premesse per una vacanza serena, eppure per tutto il tempo mi ha accompagnato una sottile inquietudine, il presagio di eventi minacciosi. Credo che quest'estate molti altri abbiano provato la stessa sensazione, perché sotto la membrana plastica dell'uomo moderno pulsa un cuore vecchio di mille generazioni, dietro la cieca fiducia nella tecnologia si nasconde il terrore istintivo per ogni mutamento nell'ordine naturale: era (è) la relativa regolarità delle stagioni che permetteva (permette) la sopravvivenza del contadino, del pastore, del cacciatore.
Nell'ambiente urbano il disagio interiore può essere anestetizzato aumentando la potenza del condizionatore d'aria, in montagna non puoi far finta di niente. Il rombo dei torrenti in piena ti racconta l'emorragia dei ghiacciai, gli alpeggi abbandonati dal bestiame ti parlano di consuetudini secolari interrotte, le notti tiepide a 3000 metri ti fanno rabbrividire d'angoscia.

La prima associazione ambientalista con cui venni in contatto, nei primi '70, fu Kronos 1991. Il nome richiamava una previsione formulata in quegli anni da un gruppo di scienziati, secondo la quale il 1991 rappresentava l'ultima data possibile per un'inversione di tendenza nella devastazione dell'ambiente. Superato quel limite, le modifiche allo stato del pianeta sarebbero state irreversibili e tali da mettere in pericolo la sopravvivenza di buona parte delle specie animali e vegetali.
Credo che neanche il più pessimista di quegli scienziati avrebbe immaginato un decorso così veloce (via Arsenio).

Che possiamo fare? Il possibile.
La Terra è viva e lotta insieme a noi.

stambek.JPG

Stambecchi in Valnontey
Se la foto non è buona vuol dire che non sei abbastanza vicino (Robert Capa)


 
Da cosa vogliamo cominciare?
Le ferie? la marcia per la giustizia Agliana-Quarrata? il condono edilizio?
Con ordine, con ordine....

Aggiunta: intanto non funziona più l'FTP e non posso inserire immagini. Ricominciamo bene...



14 settembre 2003

 
ASSIOMA DI VANESSA
Sei un vero bloggatore quando almeno una volta hai chiuso il blog per crisi esistenziale.

AGGIUNTA ALL'ASSIOMA DI VANESSA

Sei un vero bloggatore quando dopo aver chiuso il blog per crisi esistenziale lo hai riaperto per crisi d'astinenza


dalla Legge di Murphy sui blog

A tutto questo va aggiunta la commovente attenzione dei colleghi





07 agosto 2003

 
Credo che nel Parco del Gran Paradiso la possibilità di connessione sarà più remota del solito. Perciò questo blog è

chiuso per ferie


fino al 20 d'agosto almeno.

iallala-y-ooooh a tutti (?)



31 luglio 2003

 
"Come mai queste rogne toccano sempre a noi?"
"Giovanni Astrua, nel suo Manuale completo del capomastro assistente edile afferma che i lavori pericolosi devono essere affidati alle maestranze più esperte e giudiziose"
"Se fossimo esperti e soprattutto giudiziosi non staremmo qui"
"Anche questo è vero. Sei acuto, per essere una personaggio appena creato"
"Ehm... giusto di questo volevo parlarti. Non sono credibile con tutti quei congiuntivi: se fossimo... non staremmo...BLAH!"
"Ok, provvederò"



20 luglio 2003

 
Perso nel pomeriggio che caracolla estivo, spelluzzico pensieri di seducente irrilevanza



15 luglio 2003

 
A molti capita prima o poi di pensare ho sbagliato tutto nella vita.
A me succede in questi giorni, di solito verso le 14-14,30, prono sulle tegole infuocate di un tetto centroitaliano, mentre con la forza del pensiero cerco di trascinare l'unica nuvoletta davanti al sole crocefisso allo zenith.
Con scarsi risultati.

C'è chi invece preferisce i tetti notturni



08 luglio 2003

 
Piazza Santissima Annunziata è uno degli spazi più suggestivi di Firenze. Ieri sera tra la gente che l'affollava c'erano molti africani, venuti per Youssou N'Dour.
Concerto impeccabile, grande professionalità e, secondo me, un pelino di distacco di troppo. Da ricordare, comunque.

Jerejef (grazie) a tutti i presenti




07 luglio 2003

 
È partito Photoblogger. Si possono ammirare suonatori di sax, fiori, riflessi, farfalle e... i baffi del contadino!

 
Da un'intervista a Tony Fretton su ARCH'IT:

Tuttavia, per dire qualcosa di più: la grande architettura ha sempre avuto a che fare con il permettere qualcosa alle persone e con il provvedere un certo tipo di certezza. La certezza che mi interessa è un tipo di certezza artistica, la quale non è per niente una certezza ma solo speranza e fiducia ben riposta.

Ah be'... allora...




03 luglio 2003

 
Il ronzìo di un motore è emerso dal silenzio soffocato del padule, poi un piccolo motocarro è sbucato dalla curva. Beccheggiava tra le buche seminando una scia di polvere fine. E' venuto dritto verso di me e si è arrestato a pochi passi.
"Fine della pace", ho sussurrato al cane posando il libro sull'erba.
Dal motocarro è sceso a fatica un anziano corpulento. S'è drizzato poggiandosi al bastone e ha dato uno sguardo in giro. Ansimava piano, la maglietta scolorita era chiazzata di sudore.
"È bòno da caccia?", ha chiesto indicando il cane col bastone, senza guardarmi.
"Ha paura degli spari", ho risposto.
"Peccato. Sarebbe un bel cane da lepre". Poi, come parlando a sé stesso: "Quand'ero bimbetto ce n'era tante di lepre; ora n'apparisce una ogni tanto. È cambiato tutto. Io ci sono nato in padule, lo sai?".
Ha detto padule con lo stesso tono che usava mio padre quando parlava del monte. Il monte che era la casa, il lavoro, lo svago. Il sonno inquieto sotto i pini d'estate, l'erba fradicia degli uliveti d'autunno, il camino acceso per la veglia in qualche casolare. Il gelo delle notti di caccia all'aspetto, quando le anatre volavano dagli stagni ghiacciati verso il mare e brillavano sotto la luna piena.
"Ora sto in paese, con la mi' figliola", ha ripreso il vecchio. "La mi' figliola 'un vòle che vengo qui. C'ho le vene delle gambe che si rompono e all'ospedale m'hanno già sarvato du' volte per un pelo. Ma io qui ci vengo lo stesso ... e per conto mio!"
"Vedi questi?" Mi ha mostrato delle fascette elastiche avvolte sul bastone. " Se si rompe una vena provo a ferma' l'emorragia con questi. Se 'un si ferma, pazienza. Meglio mori' qui che a casa, no?"
Mi ha fissato per la prima volta, ha salutato con un cenno e s'è incamminato zoppicando lungo la fila dei pioppi.
"Sì, meglio qui", ho ammesso. Senza dubbio.


Ho raccolto il libro e già sentivo una presenza dietro di me.
"Mr. Chatwin, suppongo", ho mormorato.
Nessuna risposta.
"Immagino che lei voglia dirmi qualcosa ... qualcosa tipo che la Patagonia è ovunque. Basta saperla vedere".
Un airone si è alzato in volo.




01 luglio 2003

 
Ricetta rinfrescante

Disponetevi con cura sopra un tetto possibilmente infestato di vespe e lasciatevi rosolare per alcune ore, accertandovi che si tratti dell'estate più calda degli ultimi duemila anni. Quando il cervello sarà prossimo all'ebollizione, scendete a terra e recatevi presso un cantiere stradale che avrete individuato in precedenza. Sdraiatevi all'ombra e sorseggiate un paio di litri d'acqua fresca mentre osservate gli operai che stendono e rullano l'asfalto bollente.
Evitate commenti inopportuni e risatine isteriche.



30 giugno 2003

 
Altro avvenimento memorabile:
la prima inaugurazione di casa Baggiani.
Fonti bene informate assicurano che sarà solo la prima di una lunga serie!



29 giugno 2003

 
Un blog termolabile

I lettori più perspicaci avranno già attribuito la stasi di questo blog alla temperatura atmosferica vigente, incompatibile con una sia pur minima attività cerebrale complessa. Quando la semplice esistenza in vita produce una sudorazione insopportabile, ogni attività non indispensabile per la sopravvivenza e per il pagamento dei bollettini INPS deve essere sospesa, foss'anche la nobile arte del bloggare. E pazienza se così si perdono tempestività e freschezza d'informazione, se tutti nel frattempo postano, linkano, raccontano, analizzano, mostrano foto, video, salutano...

Due settimane dopo Blog Rage come fai a parlare in modo originale di una cosa che è tra le più documentate nella storia dell'Umanità?
Meglio sorvolare, salutare con affetto i bloggatori presenti e lanciarsi nel presente imperfetto:

Giovedì 3 luglio dalle 18 alle 20, a Milano, presso l'internet point METAVERSE, presentazione del libro di Antonio Zoppetti (zop)
Blog. PerQueneau? La scrittura cambia con internet
(c'è anche un mio eserciziucolo di stile)



Venerdì 4 luglio a Carpi (MO) "tutto quello che avreste sognato per la presentazione di un libro ma che non vi è mai stato offerto"
Blog out alla piadineria Sgurz!
Presentazione e masticazione del libro


L'anno scorso, di questi tempi, cominciarono a circolare le prime voci/proposte riguardanti un libro italiano sui blog. A molti sembrava prematuro... un anno dopo ci sono almeno cinque libri che prendono spunto dal mondo dei weblog italici. La blogosfera per adesso si espande senza rarefare la materia.



14 giugno 2003

 
Contributi

Attraverso giovani tromboni vengo a conoscenza del manifesto-programma dell'architettura timida. Non è che mi sia tutto chiaro, comunque merita un approfondimento:

La grande ricchezza del restauro timido è l’assenza, la rinuncia all’intervento secondo il principio del “quieta non movere”, l’inutilità dell’intervento se non strettamente necessario. La sua qualità è il nascondersi, il fermarsi al momento opportuno, la non spettacolarizzazione dell’intervento, la consapevolezza di non poter capire tutto, la prudenza, in poche parole la timidezza. Il restauro tradizionale è impersonificato da Sisifo mentre il restauro timido dal coniglio.


Enzo mi spedisce un'immagine dall'Elba riguardante i sedicenti muri a secco.

muroelba.JPG




11 giugno 2003

 
Un nome, un augurio:
un raduno enorme    





08 giugno 2003

 
Ieri sera a Pontedera (PI) c'era il Sabar, festa di musica e danza che prende il nome dal tipico tamburo senegalese.
È una festa laica, tollerata a stento dai religiosi più ortodossi per certi espliciti richiami alla sessualità che assumono le movenze dei danzatori. È stata l'occasione per avvicinare due comunità, quella toscana e quella africana, che vivono ormai da tempo a stretto contatto senza conoscere bene le reciproche tradizioni. Non c'è niente meglio della musica per questo.

Aggiunta: avevo già assistito a una serata di ballo wolof e ho potuto notare le differenze. Il sabar in piazza ha dimostrato chiaramente come l'ostacolo più grosso da superare non sia l'ostilità, quanto la timidezza. C'erano gruppi di giovani senegalesi che, lo si vedeva bene, morivano dalla voglia di mostrare la loro bravura nel ballo, eppure rimanevano ai margini; i pontederesi battevano il tempo con le mani e coi piedi, ma si limitavano a fare da spettatori.
Sono state le donne e i bambini a rompere il ghiaccio. Le donne senegalesi che piroettavano scalze sul selciato nel turbinìo dei vestiti scintillanti e i bambini, ancora troppo piccoli per apprezzare le differenze di razza e affascinati dal ritmo.
L'unica persona che ha raccolto l'invito a imparare qualche passo di danza è stata una biondina di quattro anni, per niente intimorita dal gigante piumato che le saltellava di fronte. E pensare che a noi per farci paura ci raccontavano dell'uomo nero...

Neanch'io ho ballato, ma c'ho la giustificazione: un mal di schiena così bastardo che al mattino devo farmi infilare scarpe e calzini da qualcun altro. Se aggiungi il caldo micidiale di questi giorni, l'estate s'annuncia proprio interessante.



02 giugno 2003

 
Particolari rivelatori
I muri a secco sono un elemento caratteristico di molti paesaggi rurali e rispondono a diverse esigenze: segnare i confini delle proprietà, proteggere le colture dal vento, ricavare terrazzamenti coltivabili sui pendii, in qualche caso (sospetto io) semplicemente togliere dai piedi la spropositata quantità di sassi che infesta certi terreni. Quello che salta agli occhi di tutti è l'abilità dei costruttori, il valore estetico di queste strutture, la fatica titanica che richiese la loro realizzazione.

Gli uliveti del Monte Pisano devono gran parte del loro fascino proprio ai terrazzamenti in pietra che hanno rimodellato il paesaggio in secoli di lavoro. Il muro di contenimento tradizionale è formato da pietre accostate con cura, leggermente inclinate per contrastare la spinta del terreno sovrastante. La terra s'insinua tra le pietre, compatta la struttura senza impedire il deflusso delle acque, accoglie varie specie vegetali specializzate, quali l'ombelico di Venere e il tasso barbasso.
murettoasecco.JPG
muretto.JPGNel corso della ristrutturazione di edifici rurali si presenta abbastanza spesso la necessità di ricostruire muri in pietra o di erigerne di nuovi in stile tradizionale. La mancanza di manodopera specializzata, la carenza di pietre (ce ne vogliono sempre il doppio di quello che uno prevede) e di tempo portano quasi sempre a scegliere tecniche che simulano soltanto l'aspetto dei vecchi muri a secco. I risultati in genere non sono entusiasmanti.
Innanzitutto le pietre vengono murate con abbondante malta cementizia che rimane "a vista" ed altera la composizione cromatica dell'insieme. La stessa malta poi satura gli interstizi e invoglia una costruzione sciatta: non ci si cura di accostare le pietre né di dare una certa continuità alle fughe.

L'ultima foto documenta un mio tentativo di mediazione. La malta è composta da calce pozzolanica, sabbia e cemento bianco per ottenere un colore molto chiaro; le pietre sono accostate e vengono lavate con un getto d'acqua poco dopo la posa, in modo da eliminare quasi del tutto la malta visibile; la malta stessa è è applicata in modo discontinuo per permettere il deflusso dell'acqua attarverso il muro.
Il risultato mi pare discreto.
muretto2.JPG



 
Io lo chiamerei "Copperfield"

Il contadino suggerisce un servizio che permetta di adottare un blog a distanza. In questa fase di blog abbandonati, venduti per quattro soldi, bisognosi di cure e d'affetto, mi sembra una proposta meritevole d'attenzione.
Qualcuno che si fa avanti per spiattellarla sul Web?



31 maggio 2003

 
L'umanità ha dato troppa importanza alla scrittura e alla parola in genere. Il medium si è solidificato grazie anche la contributo del cristianesimo che ha reso la parola più solida della pietra dopo l'epoca in cui la pietra dava solidità alla parola. Ciò ha finito per modificare la nostra capacità di metterci in relazione con la realtà. Abbiamo imparato a percepire la realtà attraverso la scrittura e, tramite essa, a credere di poterla modificare. Così facendo, noi non siamo mai entrati in contatto con la realtà ma soltanto con la scrittura. La realtà è e rimane sempre da qualche altra parte.

da Gesù lava più bianco di Bruno Ballardini



30 maggio 2003

 
Sempre a proposito di cemento, da tempo girano voci su sostanze tossiche "smaltite" nei sacchi che usiamo tutti i giorni, disperse nella polvere che respiriamo. Per ora ho trovato questo studio sull'incenerimento di rifiuti in cementeria.

Può darsi che sia solo una mia impressione, ma le calci che ultimamente vanno per la maggiore in zona assomigliano decisamente a cementi poveri, sia per l'aspetto che per i tempi di presa, la pastosità e l'adesività. Le calci pozzolaniche locali si trovano sempre più difficilmente ed è un peccato perché maneggiarle è tutta un'altra cosa.

Da un po' di tempo sento in radio la pubblicità della "linea bioarchitettura" di uno dei più grossi produttori italiani di malte e premiscelati. La reazione scontata è: chissà che fregatura c'è sotto.
Invece stasera apprendo che la famosa linea è certificata da ANAB e da altri due istituti europei del settore.
Mi chiedo: la certificazione riguarda solo l'idoneità del prodotto o prende in esame l'intero ciclo produttivo?
Dubito che si possa attribuire la patente di sostenibilità per un'azienda che "copre" tutto il territorio nazionale e commercializza altre linee (trasporti? materie prime? residui?)
In altre parole... una grande azienda può essere compatibile con i principi della bioarchitettura?



25 maggio 2003

 
A me il cemento armato non sta simpatico (s'era capito?) per un sacco di motivi estetici, materici, ecologici, logici.
Si dice: "Per certi scopi è indispensabile". Può darsi, ma nessuno mi toglierà il dubbio che certe strutture siano state ideate proprio perché i progettisti potevano contare sul cemento armato. Questo materiale ha reso possibili costruzioni più alte, più grandi, su terreni prima impensabili e con tempi ridottissimi: tutte caratteristiche nefaste da un punto di vista ambientale.
Anche il tipo di lavorazione mi sembra piuttosto stupido. Giorni e giorni a segare assi, inchiodare pannelli, puntellare, legare ferro... poi in un minuto si riempie tutto con una poltiglia sgradevole, si aspetta che indurisca e si distrugge quello che si è fatto. Tanto bel legno lascia il posto a una roba grigiasta, fredda, anonima, pesante, rognosissimo da demolire e che richiede manutenzione continua.

Per i carpentieri invece provo ammirazione. Le armature sono capolavori effimeri d'equilibrio e resistenza, precisione e improvvisazione, perizia ed economicità. Capolavori tenuti insieme a forza di chiodi e fil di ferro, destinati a non durare, a ritornare mucchi d'assi accatastati per il prossimo cantiere.
Il cemento resta.




18 maggio 2003

 
Il comitato le strade bianche annuncia il primo successo nella campagna di liberazione dalle automobili. Il primo chilometro di strada è restituito ai pedoni, ai ciclisti, ai rospi.
Un piccolo passo in avanti per la difesa di questo ambiente.
Pensare globalmente, agire MOLTO localmente (praticamente sull'uscio di casa).

Aggiunta: adesso ci sono anche i testi



16 maggio 2003

 
Novità nella blogonicchia qui attorno:

Verbamanent è chiuso temporaneamente
Blob of the blogs resuscita estemporaneamente
Bit a bit si dà al disegno

Prevedo un rimpasto nella colonna dei preferiti.



15 maggio 2003

 
Il maggio 2003 sarà ricordato (?) negli archivi del giornale di cantiere come il mese più off-topic in assoluto, tanto che per scrivere di edilizia mi devo trasferire in casa Baggiani.

Sabato 17 a Pisa, nella Piazza dei Cavalieri, per tutto il giorno, Festa dei beni comuni. In difesa dell'acqua, dell'aria, della terra, dell'energia e dell'uomo.
Inizia la mobilitazione contro l'espansione degli accordi di libero commercio (GATS) al settore dei servizi essenziali, perseguita dall'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), che dovrebbe essere ratificata a Cancun (Messico) nel settembre prossimo. Il Wto intende trasformare in tutto il mondo i servizi essenziali (istruzione, sanità, fornitura d'acqua, trasporti, telecomunicazioni, poste, energia, servizi finanziari, smaltimento dei rifiuti, ecc.) in merci e sottomettere definitivamente alle regole dello scambio e del profitto l'agricoltura, i brevetti, l'accesso ai farmaci, gli investimenti, gli appalti pubblici.

Da un po' di tempo il banner di Blogspot qua sopra ospita la pubblicità di prodotti edili. Inutile dire che io 'un c'incastro nulla.



14 maggio 2003

 
zan.JPGL'entusiasmante vita del groupie

Per parlare della giornata di ieri non trovo di meglio che riportare un e-mail che scrissi l'anno scorso ad un'amica:


Ti racconto una cosa, ti dispiace? Ormai ho contratto questo bisogno patologico di mettere nero su bianco, che ci posso fare.
Dunque... ieri c'era Alex Zanotelli seduto qui dove sto digitando. Gracile e arruffato, completo di maglietta psichedelica, sandali malconci e zaino con 30 kg di libri (credo che siano gli unici suoi averi). In un altro contesto potresti facilmente scambiarlo per un barbone. Forse lo è. Forse è una rock star e non lo sa. Forse lo sa, ma non sa perché. Ti viene voglia di proteggerlo anche se avverti in lui una forza spaventosa: una mite forza d'acciaio.
Ero andato a prenderlo nel pomeriggio con Cecilia e un amico. Alex era stanchissimo, parlava con un filo di voce. Lui non si sottrae, non si nega mai. Si fa divorare dalla gente, qui come a Nairobi. E allo stesso tempo ha una fame insaziabile degli altri, dei "volti" come li chiama lui.
Sembra che crolli per terra da un momento all'altro e invece si interessa a ogni persona che incontra come se fosse l'unica al mondo.
Siamo andati a casa mia, abbiamo cenato con una dozzina di amici: parecchi atei, un paio di musulmani, qualche credente, qualcuno non lo sa neppure lui. Zuppa di pane alla toscana e sorrisi.
Poi l'incontro al Palazzetto dello Sport, con Alex che raccatta chissà dove l'energia per parlare quasi due ore davanti a un migliaio di persone tra cui potevi trovare il post/vetero/ex comunista, il verde, la suora, il nogglobbal, l'immigrato, il cattolicissimo. Per due ore non si è sentita volare una mosca.
E dopo ancora gente, ancora volti da guardare e ricordare. Fino allo stremo.
Al ritorno ho guidato a 70 all'ora in autostrada per stare un po' di più con Alex. Stamattina mi sono svegliato col mal di testa e una bella, terribile sensazione: per la prima volta in vita mia credo in un uomo. Senza riserve.




12 maggio 2003

 
Problema:
dati un Webb.it a Padova e un'inaugurazione a Pistoia che insistono sulla stessa domenica di maggio, trovare una soluzione irragionevole.

Soluzione:
1) partire presto, solcare l'autostrada deserta fino a Padova, arrivare di buon'ora in modo da smarrirsi comodamente per la città, capitare non si sa come nel parcheggio dell Fiera, entrare
2) sbirciare Weblog, personal publishing e scoprire che dentro c'è anche un mio interventucolo, placcare un tipo che assomiglia parecchio a Strelnik e che in effetti lo è, conoscere/ritrovare Vanessa, Roberto, Fabio, Enzo, un ragazzochenonmiriesceassolutamentericordareilnomeperdonoperdono, Eloisa
3) rammaricarsi per non aver potuto conoscere/ritrovare tutti quelli che se n'erano già andati, prendere al volo Mondo Blog, salutare, compiere un veloce pellegrinaggio al cenotafio di Quinto Stato, borbottare tristi considerazioni sui cacciatori di fuffa, ingozzare una piadina, ripartire
4) riattraversare l'afa padana e la pioggerella appenninica, arrivare ad Agliana (PT) e ammirare i disegni di Michelucci, assistere alla presentazione della mostra
5) alla prossima




04 maggio 2003

 
Un interessante esperimento di antroblogologia applicata:
3 blog di separazione




01 maggio 2003

 
zanotelli_smaria.JPGLa dura vita del groupie

Stavolta Alex parlerà a pochi chilometri da casa mia, a S.Maria a Monte (PI), il 13 maggio alle 21. In compenso c'è da fare attacchinaggio selvaggio di manifesti. Un modo come un altro per conoscere posti e facce nuove, scambiare due chiacchere e tastare il polso al popolo dopo la guerra.
E poi c'è Giotto...



30 aprile 2003

 
Sono uscito dalla stanza e ho disceso le scale, poi mi sono accorto di aver dimenticato qualcosa e sono tornato indietro. In tempo per sorprendere il padrone di casa intento a controllare con la riga d'alluminio gli intonaci appena fatti. Ora, la casa è sua ed ha tutto il diritto di sorvegliare i lavori e verificarne la correttezza... però c'è modo e modo. Farlo alle spalle è il peggiore.
Insomma, ci sono rimasto male.

Ho provato qualcosa di simile all'apprezzamento per quel tipo che ci aspettava tutte le mattine sul terrazzo di casa, in vestaglia da camera e foulard di seta. Percuoteva il muro col martelletto da campeggio, l'auscultava diffidente e poi osservava: "Mi sembra che suoni vuoto".
"Sono mattoni forati", replicavamo noi. "È vuoto!"
Tutte le mattine.



26 aprile 2003

 
mostra_michelucci.JPG


L'11 maggio s'inaugura ad Agliana (PT) una mostra di disegni che l'architetto Giovanni Michelucci eseguì negli ultimi anni della sua vita centenaria.
Fino al 30 giugno saranno esposti un centinaio di schizzi che sono stati scelti da Giuseppe Cecconi e Maurizio Tuci tra quelli conservati nella Fondazione Michelucci. I disegni non furono finalizzati alla realizzazione architettonica, ma illustrano compiutamente il complesso di idee, visioni e interessi che sviluppò il grande architetto pistoiese.


Nessun popolo, in nessun momento felice o drammatico della sua storia, può rinunciare al libero sfogo di un'innata fantasia, attraverso cui rivelare sé stesso, il proprio sentimento della vita, la propria peculiare interpretazione del mondo e della storia. Fantasia che, in quanto manifestazione di una ricchezza interiore poetica, può esprimersi anche con i mezzi più poveri e comuni e fiorire talvolta in modo inatteso, attraverso un simbolo, un nulla.

da Dove si incontrano gli angeli di Giovanni Michelucci





21 aprile 2003

 
Gran Magal

gran_magal.JPG
A pochi chilometri da Pisa il Gran Magal, la festa che ricorda l'esilio dello Sceicco Ahmadou Bamba, fondatore della confraternita Mouride. Migliaia di senegalesi che si incontrano per pregare, discutere, soprattutto ritrovarsi. È una festa diversa da quelle a cui siamo abituati: nessun clamore, niente alcol, poca musica. Una festa fatta di niente, ma che proprio per questo può essere solo vissuta intensamente. Non importa se non conosci nessuno, prova a salutare e tutti ti risponderanno con un sorriso.
Roba dell'altro Mondo.




19 aprile 2003

 
Basta fuffa... adesso muffa!

Qualche giorno fa Mim*mina parlava con rimpianto delle vecchie finestre della casa che sta per lasciare:
Invece sono sicura che chi comprerà un giorno questa casa come prima cosa le sostituirà con degli aggeggi moderni in alluminio anodizzato.
Gli spifferi non passeranno più, però che tristezza.


Non si tratta soltanto di un problema affettivo. Quando qualcuno mi riferisce l'improvvisa comparsa di muffe sulle pareti di casa, la prima cosa che chiedo è se sono stati sostituiti gli infissi.
Porte e finestre moderne sono dotate di incastri a tenuta e guarnizioni che impediscono il passaggio dell'aria e, insieme ai vetrocamera, garantiscono un isolamento termo-acustico nettamente superiore a quello degli infissi più datati. Quello che è un vantaggio in termini di risparmio energetico può innescare però appunto la formazione di muffe. Questi funghi microscopici hanno bisogno per attecchire di aria ferma, temperatura mite, presenza abbondante di vapore. Gli spifferi delle vecchie finestre raffreddano l'ambiente, muovono l'aria, impediscono l'accumulo del vapore acqueo che le attività domestiche e la stessa respirazione degli abitanti producono in abbondanza. Quando la circolazione dell'aria è impedita, il vapore si condensa in acqua sulla superficie interna delle pareti più fredde (non è necessario che la parete sia molto fredda, basta che sia PIÙ FREDDA delle altre) e le muffe vi prolificano. Gli infissi in alluminio anodizzato stessi provocano forti condense. È tipico il caso di vetri e finestre che colano acqua durante la stagione invernale.

Naturalmente gli infissi nuovi funzionano soltanto da causa scatenante. L'origine di muffe e condense va ricercata in tecniche costruttive e materiali che concorrono ad impedire una corretta ventilazione e respirazione dell'edificio. I "soffocatori" più comuni sono i rivestimenti plastici a spessore, le guaine bituminose, gli intonaci cementizi, gli isolanti in polistirolo o poliuretano, le pitture lavabili o al quarzo... insomma tutto ciò che è usato più di frequente nell'edilizia di questi anni.

Un altro effetto secondario: succede spesso che, appena sostituite le finestre, il camino cominci a far fumo. Anche in questo caso gli infissi sigillati mettono in evidenza un difetto preesistente nel tiraggio della canna fumaria. In questo caso il circolo dell'aria può essere ripristinato collegando il camino con l'esterno o, più economicamente, socchiudendo una finestra (spiffero assicurato).




17 aprile 2003

 
Aderisco all'appello di Leonardo per la difesa della testata Quintostato.
Difendiamo gli inventori della fuffa!! Poffarbacco!!



13 aprile 2003

 
Manuale pratico dell'artigiano edile

Capitolo IV - I motivi per cui


Caro giovine aspirante artigiano edile,
alla fine del capitolo precedente ti avevo lasciato in procinto (il Procinto!) di iscriverti all'IVA e cominciare l'impervio cammino del muratore free lance.
La tua prima notte da artigiano è stata tormentata: incubi popolati di ponteggi infranti, clienti fuggiti a Cuba che s'accendono un Avana con le tue fatture, l'Ufficiale Giudiziario che bussa alla porta...
Adesso che tutto è compiuto, voglio risollevare il tuo spirito. Come Woody Allen in Manhattan, mi stendo sui sacchini di cemento e passo ad elencare i motivi per cui vale la pena.

O giovine aspirante artigiano edile,
ci sarà un giorno che sarà l'ultimo giorno di lavoro in un cantiere. Con una scusa t'attarderai da solo nel cascinale ristrutturato, ricorderai lo stato pietoso dell'edificio al tuo arrivo, ripercorrerai con la mente difficoltà e imprevisti. L'occhio cadrà inesorabile sulle cose che avresti potuto fare diversamente (ce ne sono sempre), ma sentirai di aver sempre fatto del tuo meglio. Chiuderai il portone per l'ultima volta e sentirai di aver lasciato dentro una parte di te.

Ci sarà un giorno in cui il vecchio muratore saccente ti chiamerà col solito modo brusco e ti chiederà consiglio. Galvanizzato da tanta considerazione, risolverai il problema e il suo grugnito d'approvazione sarà una sinfonia per le tue orecchie.


Ci sarà un giorno che i clienti ti aspetteranno cocciutamente un mese, due, sei, un anno. Perché questo lavoro lo devi fare te.

Ci sarà un giorno che ti troverai col tuo pard sprofondato fino agli occhi nella melma di uno scantinato o affogato da un temporale sopra un tetto. Comincerete a ridere senza motivo, sempre più forte, come scemi. Sarà una delle risate più belle della tua vita.

Ci saranno giorni (pochi, te lo assicuro) in cui manderai affanculo un cliente insopportabile, altri in cui arriverai nel cantiere all'alba però è aprile, però c'è il sole, però è mercoledì, però non hai da timbrare un cartellino, però tanti altri motivi validissimi. Farai un'inversione a U e andrai a passeggio col cane in monte.


Ci sarà un giorno in cui gli arnesi ti cadranno di mano, t'affaccerai alla finestra e guarderai gli alberi, le nuvole, la gente che passa. E sarai contento di essere lì, di esserci, di essere.

Puntate precedenti: Capitolo I, Glossario, Capitolo II, Capitolo III



11 aprile 2003

 
Sotto pressione

Stasera seguo Blog Age in diretta sui blog di Gaspar Torriero e Manteblog, m'informo sugli sviluppi della polemica tra la Pizia che pubblicherà un libro sui blog e critica il libro sui blog della Mazzuccato (la quale non critica ma insinua), ho appena sentito Dispenser su RadioDue nel quale programma c'era un servizio sui blog... insomma ho deciso di bloggare e di non mettere un link neanche se mi ammazzano. Così, per protesta.



06 aprile 2003

 
Diciassettesimo giorno di primavera, diciottesimo di guerra.
Oggi è la Giornata per le Oasi WWF. Una festa triste oggi, mentre in Irak il sangue macchia altri acquitrini e la carne s'impasta con l'acciaio. Una festa un po' triste sempre, di voli recintati e stagni assediati dalle ruspe: sacche di resistenza naturali. Tutt'intorno l'ambiente è soltanto un supporto, una mappa catastale da sfregiare di rette e complessi residenziali.
Ammirate la naturalezza con la quale gli amministratore locali parlano di "consumo di territorio" nei loro Comuni, l'indifferenza di chi condanna i campi a divenire svincoli, zone industriali e villette a schiera.
Consumo di territorio. Come se il territorio fosse un bene riproducibile, cedibile, consumabile.

Che io lamenti la cementificazione del mondo, col mestiere che faccio, può sembrare paradossale. Eppure è così.
Il restauro, la ristrutturazione, la manutenzione del patrimonio edilizio esistente possono dare lavoro quanto le nuove costruzioni. Lasciamo un po' di spazio agli altri.




04 aprile 2003

 
Con "casa" si intende il posto in cui ci si sente bene, si sente che si può essere salvati non si sa da cosa, perchè alle volte se ne intuisce semplicemente la necessità, senza aver piena coscienza.

da frammento



31 marzo 2003

 
In un post del settembre scorso dedicato al legno lamentavo l'impossibilità di reperire su Google l'URL di Archetti Legnami. La gentilissima Giorgia me lo comunica oggi: http://www.archettilegnami.com



27 marzo 2003

 
Fritto misto

Settimo giorno di primavera, ottavo di guerra.
Il cuculo si è fatto sentire, così come i torcicollo.
Di rondini ancora nessuna traccia. Brutta sensazione.

Stanno sparando a daini e cinghiali nel Parco di S. Rossore. Sovrappopolamento, dicono. Di chi? Loro o nostro?

Approvate al Senato le modifiche alla Legge 185 sul commercio delle armi. Potremo vendere armi ai dittatori e poi far loro guerra perché possiedono quelle stesse armi. Abbiamo inventato il morto perpetuo.

Il contadino parla dei bocconi avvelenati. Ci sono massacri silenziosi che non conosceremo mai. La stricnina, mi diceva il veterinario mentre cercavamo di salvare il mio cane avvelenato per la TERZA VOLTA, uccide anche solo per contatto con le mucose della bocca. La stricnina che sarebbe vietatissima, ma che evidentemente qualcuno compra e qualcun altro vende.

Condivido la nostalgia di Leonardo per il BLOB dei Blog e l'apprezzamento per Strelnik, un prodotto non adulterato di questa terraccia toscana (come la chiama lui).

Se mi funzionasse Blogspot aggiornerei volentieri l'archivio e la lista dei preferiti. Qualcuno in ascolto ha idea del perché il template on-line non si aggiorna dopo che l'ho modificato e ho salvato i cambiamenti? Succede da un mese circa e non ho trovato spiegazioni nelle fucking Faq di Blogger.com.
Si accettano suggerimenti, idee, vaticini, perfino critiche.




24 marzo 2003

 
La dura vita del groupie

Domani sera a Agliana (PT) Alex Zanotelli parteciperà a una messa in ricordo del vescovo brasiliano Helder Camara, morto nel 1999.
(sempre più dura per noi mangiapreti)

Quando aiuto i poveri dicono che sono un santo, quanto chiedo perché sono poveri dicono che sono un comunista. (Dom Helder Camara)

Errata corrige: si ricorda il vescovo Oscar Romero



23 marzo 2003

 
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Terzo giorno di primavera, quarto giorno di guerra
L'eco del Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua di Firenze è soffocata dalle notizie che arrivano dall'Irak e dalle tante città del mondo dove si manifesta per la fine del conflitto. L'evento è importante: si discute del futuro stesso dell'umanità, perché senza acqua non c'è vita. Lo sappiamo tutti anche se tendiamo a dimenticarlo.
Arrivo nella grande sala della Fortezza da Basso mentre sul palco Riccardo Petrella scartabella appunti nel tentativo di riassumere temi e progetti emersi nel Forum.

I termini della questione sono drammaticamente semplici.
Le risorse idriche del pianeta stanno diminuendo progressivamente e già oggi un miliardo e mezzo di persone non dispongono d'acqua potabile sufficiente. Lo sfruttamento dissennato, l'inquinamento, i cambiamenti climatici riducono la possibilità di dissetare la popolazione mondiale in crescita e provocheranno tensioni sempre più forti tra le nazioni per il possesso dell'acqua. Oggi si combatte per il petrolio, domani esploderanno conflitti per il cosiddetto "oro blu". Guerre classiche, ché le guerre ecologiche già si fanno e portano alla morte di 30.000 persone al giorno per carenze idiche.

Per esempio l'acqua è già utilizzata come arma di dominio o sopraffazione in Palestina (Israele controlla la quasi totalità delle falde) e in Kurdistan (la Turchia si sta appropriando delle risorse idriche e deporta la popolazione per costruire dighe).

desert.JPGDi fronte a questa situazione i signori dell'economia globale cercano di trasformare l'acqua da bene comune in prodotto da detenere, gestire, vendere. Il progetto passa attraverso il finanziamento delle megadighe, la privatizzazione della distribuzione, l'estensione delle tecniche di agricoltura industriale.
Permettere l'attuazione di questo disegno significherebbe favorire la desertificazione del pianeta e causare direttamente lo sterminio di intere popolazioni. È indispensabile fermare la cieca mercificazione delle risorse idriche e affermare il diritto all'acqua per tutti.

In chiusura, Alex Zanotelli ricollega il tema del Forum con la guerra in corso. La privatizzazione delle risorse naturali e l'attacco all'Irak sono effetti dello stesso apparato industriale-militare. Le bombe che cadono su Baghdad non vogliono terrorizzare solo gli irakeni, ma suonano come avvertimento per chiunque nel mondo pensi a un sistema economico e sociale sostenibile.
Lo scoppio della guerra non deve essere vissuto come una sconfitta paralizzante. Il movimento per la pace che è nato a livello mondiale non ha precedenti nella storia. Non potrà che crescere.

Il Forum si chiude e comincia una manifestazione in città. Faccio un pezzo di strada arrancando dietro i sandali instancabili di Zanotelli. Tra la folla ci sono ragazzini zingari che ballano, barboni della stazione, donne palestinesi che gridano di rabbia. Le sirene dell'allarme aereo suonano angoscianti per le strade di Firenze. Siamo qui, siamo una parte di tutto.




21 marzo 2003

 
Primo giorno di primavera, secondo giorno di guerra.
Domani pomeriggio al Forum Alternativo dell'Acqua di Firenze ci sarà Alex Zanotelli. Salvo imprevisti.

A novembre, durante il Social Forum, Alex spiegò il significato della sciarpa arcobaleno che indossava. Adesso le bandiere della pace spuntano dappertutto, ma non al Senato.




19 marzo 2003

 
Questo blog ha compiuto un anno. Potevano esserci giorni migliori per l'avvenimento.

Blogspot continua a stupirmi con malfunzionamenti fantasiosissimi: adesso non aggiorna i link all'archivio e il blog-rolling. Fa quasi tenerezza.

Parteciperò a Blogger di guerra




16 marzo 2003

 
Se lavorate dalle sei alle otto ore al giorno (e non dite di più, cazzeggiatori dissimulati che non siete altro), se passate un'ora nel traffico urbano e un'altra oretta e mezza nel traffico telematico, a evadere posta elettronica e leggere blog sempre interessantissimi, come questo; se appartenete a quella bolsa schiera di persone che non riescono a fare a meno di dormire almeno sei ore su 24; se mangiate, bevete, evacuate con la medesima banale regolarità; se avete una famiglia che gradirebbe in qualche modo interagire con voi nelle restanti ore del giorno (tacendo degli amici, della tv, dei concerti e di quando forse vale la pena di restare fermi a fissare il soffitto), la domanda sorge spontanea: che tempo vi resta per farvi una cultura?
dal blog di Leonardo

Distolgo gli occhi dal monitor e scruto i libri ammonticchiati sul tavolo. Ci sono un Sostiene Pereira sbocconcellato, un paio di buoni propositi Jonathan Coe, un bel Canetti mollato in dirittura d'arrivo, un Ivan Illich d'annata, una dannata Nadine Gordimer, un Antrim dimenticato, un Murakami in stallo a pagina 550, Le anime morte morte e sepolte, una Creatura di sabbia insabbiata, un'autobiografia di Takeshi Kitano che non ricordo di aver comprato, una Vandana Shiva genericamente mortificata, un Pontiggia recalcitrante...
Non posso andare avanti così. Io sono quello che da bimbetto fregava le cento lire per comprarsi i libri e da grandicello fregava i libri direttamente all'origine! Allungo la mano deciso e pesco a caso... ecco.

Ci sono tre tre tizi poco raccomandabili che spiccano in copertina. Facce da galera e capelli incolti, esibiscono lunghi coltellacci e un approssimativo abbigliamento da cucina o macelleria. E' Kitchen confidential di Anthony Bourdain, sottotitolo avventure gastronomiche a Manhattan. Inizio a leggere poco convinto: la cucina non è mai stato il mio forte e ho sempre trovato insopportabili libri/riviste/trasmissioni di ricette. Mi piace mangiare bene. Punto.
Invece mi appassiono e brucio il libro in poche ore. Non è un capolavoro, ma ha ritmo e umorismo: racconta tante storie di uomini sconosciuti e notturni, bizzarri e affascinanti come il loro lavoro. Si sente la passione per un mestiere, la fatica fisica, il triste orgoglio di appartenere a una categoria di mezzi reietti: tutte cose che accomunano cuochi newyorkesi e lavoratori edili. Gente che suda, impreca e tira calci d'artistica precisione.

All'inizio di uno dei capitoli più spassosi l'autore si chiede sgomento:
Il desiderio di possedere un ristorante può essere una strana e terribile malattia. Qual è la causa di un'urgenza così distruttiva in tante persone che altrimenti potrebbero dirsi sensate?

Era quello che ci voleva per ispirare una nuova puntata del

Manuale pratico dell'artigiano edile

Capitolo III - La sindrome dell'artigiano e altre anomalie mediche


Caro giovine aspirante artigiano,
in preda a un irresistibile impulso hai racimolato moduli, bollettini postali e scartoffie varie. A passo svelto t'approssimi all' Ufficio I.V.A., con la stessa spensieratezza stolta che spinge la preda tra le spire del pitone.
Fermati un attimo e ascolta.
Tu ignori (o giovine aspirante artigiano edile) quello che ti aspetta.
I raggi del sole primaverile disegnano nella polvere sospesa del cantiere magici riflessi. Non farti ingannare: quella polvere sarà la tua compagna sgradita per sempre. Si poserà su vestiti e polmoni, t'inquinerà il panino, scatenerà l'ira della consorte e renderà la tua vicinanza sgradita ai più. Dovrai convivere con fango e sporcizia, liquami ed acari, afrore d'ascelle e aliti pesanti di mortadella nice price.
T'attira forse il lavoro all'aria aperta e t'immagini abbronzato d'estate, corroborato d'inverno dal contatto con gli elementi?
Sappi che nel giro di pochi anni maledirai la canicola e il freddo frizzante diventerà freddo e basta. La pioggia dei temporali s'insinuerà nelle giunture e, al mattino, riguadagnare la stazione eretta sarà sempre più difficile. Scricchioleranno le ossa già provate da cento contusioni e il girovagare nomade da un cantiere all'altro perderà ogni fascino. Le tue mani diventeranno ruvide come carta vetrata n° 60 e piscerai nei posti meno opportuni.
Partorirai con dolore preventivi sempre troppo alti per il cliente e troppo bassi per te, sacrificherai sull'altare delle Finanze Pubbliche ciò che non hai ancora guadagnato e nessuno ti ripagherà le giornate passate a letto con l'influenza.
Sopporterai l'insolenza degli apprendisti e l'analisi puntigliosa del Campionato C1 al lunedì. Investirai in attrezzature che dopo un mese non saranno più a norma, rincorrerai trafelato progettisti latitanti finché, esausto, non prenderai da solo l'unica decisione possibile: quella sbagliata.
Diventerai matto quando vorrai fare tutto da solo, ti maledirai quando sarai in compagnia.


O giovine aspirante artigiano edile, se hai ascoltato con attenzione, ponderato e nonostante tutto t'incammini deciso verso il lugubre Ufficio I.V.A. mormorando quella cretinata di Good morning Babilonia (noi siamo i figli dei figli dei figli di quelli che costruirono il Duomo di Lucca e la cattedrale di Pisa...), allora va', segui il tuo destino.

Sappi che questo può essere il mestiere più bello del mondo.

Puntate precedenti: Capitolo I, Glossario, Capitolo II
Warning! Permalink ballerini




10 marzo 2003

 
La dura vita del groupie

Giovedì, ore 19:33
Mi tolgo di dosso gli abiti da lavoro, tra sbuffi di polvere.
"Stasera c'è Zanotelli a Colle Val d'Elsa".
"...."
"Andiamo?"
"Io sarei un po' stanco e poi domattina devo alzarmi presto e... ok andiamo."

Giovedì, ore 21:02
"
Dove vai?"
"Esco per Colle Val d'Elsa, no?!"
"Non è Colle, è Figline Valdarno"
"Figline?! ...ma è tutto da un'altra parte!"
"Avevo detto Colle Val d'Elsa?"
"Già"
"Se vuoi torniamo a casa"
"No, dài, andiamo".

Giovedì, ore 22:10
Quando arriviamo il palazzetto dello sport è gremito e Alex Zanotelli sta già parlando. Sembra in forma e di buon umore, alleggerisce i terribili racconti sulla situazione nel Terzo Mondo scherzando con un gruppetto di ragazzi accoccolati per terra vicino a lui (ignoro che il giorno prima è entrato in Senato sotto scorta per protestare contro le modifiche alla Legge 185 sul commercio delle armi).
Mi pare che anche Alex dia per scontato lo scoppio della guerra contro l'Irak, eppure non c'è neanche un'ombra di rassegnazione nelle sue parole. Progetti e idee di resistenza, piuttosto, contro l'apparato economico-militare che genera i conflitti e se ne nutre allo stesso tempo. Azioni dure ma assolutamente non violente: il sistema dominante, basato sulle armi e la violenza, può essere sconfitto solo rifiutandone gli strumenti e la mentalità.
Zanotelli si appella alle donne perché trasformino in strumento politico la tenerezza di cui sono portatrici naturali.

- Regressione infantile n° 1 - C'è una suora che prende appunti furiosamente e mi viene in mente quella che m'insegnò a scrivere all'asilo.

L'incontro finisce, passo a salutare Franco (ero sicuro che sarebbe stato lì) e poi sulla strada, verso casa.
Dura la vita dei groupie

Sabato, manifestazione a Camp Darby. Ho ancora in testa le parole di Alex e quello che vedo in giro non mi piace granchè.
C'è la solita miscela colorata di gente varia ed eventuale, ci sono bambini, suonatori e bandiere, ma avverto un microclima diverso: pesante di slogan fuori luogo, inquinato d'aggressività mal controllata, punteggiato di manici di piccone d'antiquariato. Forse è la vicinanza fisica della controparte americana a riscaldare gli animi, ma non è forse proprio questo un segno di debolezza?

- Regressione infantile n° 2 - La rete è stata tagliata e un gruppetto di manifestanti entra nella base; i celerini disarmati li fronteggiano con gli stessi gesti che usava mia nonna per scacciare i polli dal seminato.




04 marzo 2003

 
In un momento come questo può sembrare ridicolo parlare della protezione di rospi e ranocchi. Invece all'origine dei guai che passano questi animaletti ci sono le stesse mostruosità che minacciano il pianeta e l'umanità: emissioni inquinanti, cementificazione e asfaltizzazione selvaggia, petrolio, automobili.
La cosa bella è che IN QUESTO CASO possiamo fare concretamente qualcosa che dà risultati immediati.
Luca di Pandemia mi ha inoltrato quest'appello del WWF Marche

Ciao a tutti,
proprio in queste ultime ore, approfittando della prima pioggia di fine inverno, sono cominciate le migrazioni riproduttive dei nostri Anfibi.
Puntuali come un orologio svizzero, spinti dal loro istinto e guidati da stimoli olfattivi, decine, centinaia, migliaia di rospetti, rane e tritoni .... attraversano campi, sterrate e strade asfaltate nel tentativo di raggiungere l'agognato punto d'acqua (fosso, lago, stagno, ... ) dove poter compiere la fase più importante del ciclo vitale. Purtroppo altrettante decine, centinaia, migliaia ogni giorni non riescono nel loro intento e restano vittime del traffico stradale, di pozzetti e tombini-trappola, dei veleni dell'agricoltura chimica.
Si tratta di vere e proprie stragi: termine troppo azzardato? Si potrebbe pensare che - tutto sommato - rientra nella dura legge della "selezione"; in realtà per alcune piccole popolazioni, più o meno isolate tra loro e costrette a vivere in habitat naturali frammentati da infrastrutture e insediamenti, perdere anche pochi individui riproduttivi significa ... l'estinzione locale in tempi molto brevi. Visto e considerato, poi, che i nastri d'asfalto ed il traffico in questi ultimi 20-30 anni sono aumentati a dismisura, ecco che il termine "strage" non sembra poi così "eccessivo". Non vi pare ? E allora in questo caso perchè non dire ... IO NON CI STO ! Cosa fare in concreto, in attesa di una legge regionale per la piccola fauna e di strade progettate/realizzate con un pizzico di attenzione alla biodiversità ?

Ecco alcuni spunti:
- in auto fare attenzione, nelle giornate umide e piovose tardo-invernali e primaverili, in particolare dalle 18 di sera alle 8 del mattino seguente, a Rospi, Rane verdi & co. in migrazione: basta semplicemente moderare la velocità nei pressi di fossi, stagni e laghi !!!
- salvare dall'asfalto assassino anche solo un rospetto al giorno è cosa buona & giusta: è un gesto semplice e facile da fare, è una vita animale salvata, sono tante zanzare in meno !!!!
- cosa ancora migliore, poi, sarebbe quella di ... unirsi al nostro "pazzo" gruppetto di "salvarospi", già attivo nell'anconetano e nel pesarese dal 2001, per aiutare concretamente e direttamente in queste attività manuali. Il progetto nasce sulla base di analoghe esperienze condotte in Italia per la prima volta nei primi anni '90 dall'erpetologo lombardo Vincenzo Ferri e che attualmente coinvolgono tantissimi volontari "salvarospi". Contattate il sottoscritto che sarà ben lieto di "arruolarvi", spiegandovi come e cosa fare. Bastano anche un paio d'ore a sera e l'occasione è buona anche per procedere al censimento di questi vertebrati per la realizzazione dell'Atlante Anfibi e Rettili della provincia di Ancona. Chi vuol saperne di più sulle tecniche, sulle modalità e sulle iniziative di salvataggio Anfibi può visitare il sito web Centro Studi Arcadia Scusatemi se mi sono dilungato troppo, ma l'argomento mi è particolarmente caro! Buona giornata e salutissimi a tutti.
PS: divulgate questa mail tra conoscenti & amici, mi raccomando !!!!Aiutiamo la Piccola Fauna ! Proteggiamo i nostri Anfibi



Io tempo fa credevo di aver ottenuto qualcosa, invece è ancora tutto in alto mare. (permalink ballerino: il post era del 13 agosto 2002)






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